Il prestigioso "Brut" firmato Albea, affascinante come una gran signora

DONNA-GISLENA Le mitiche “bollicine” d’Oltralpe? Tanto di cappello, com’è giusto riconoscere. Ma anche in questo nobile segmento della vitivinicoltura il nostro Paese ha fatto passi da gigante, in questi ultimi anni, e ora può vantare prodotti d’alta classe, in grado di incantare, in tutto il mondo, i palati più esigenti e raffinati. Ne è una prova Donna Gislena Medici, autentico fiore all’occhiello della Cantina Albea. Uno spumante che può competere con i più blasonati “brut” prodotto in una terra, come la Puglia, caratterizzata da vitigni di temperamento forte, quasi prepotente, come il Negramaro, il Primitivo e il Nero di Troia? Ebbene sì! Tale “miracolo” (un’impresa del genere un tempo sarebbe parsa impensabile) è mirabilmente riuscito ai ricercatori e agli enotecnici della prestigiosa Cantina di Alberobello, che lavorando con grande passione e competenza a quest’ambizioso progetto sono riusciti a mettere a punto uno spumante di spiccata e inconfondibile personalità, dal sapore ricco e variegato, con sentori di frutta matura a pasta gialla che vira dalla susina estiva all’ananas e papaia, con note di cedro candito e fragranze di fiori freschi, mughetto e biancospino. Ottenuto dalle uve di vitigni autoctoni quali il Verdeca, il Bianco d’Alessano, il Minutolo e il Maresco, Donna Ghislena Medici è il risultato di una scelta fortemente voluta dal Cavalier Dante Renzini, titolare e appassionato animatore della rinomata Cantina della Val d’Itria, che da tempo desiderava affiancare all’ormai affermato e internazionalmente apprezzato LUI, il rosso-simbolo di Casa Albea, un bianco di elevato livello, capace, come sottolinea Claudio Sisto, enologo e direttore tecnico della Cantina Museo, “di dichiarare la sua identità territoriale senza scimmiottare i più blasonati spumanti e champagne di altri territori storicamente presenti sul mercato”. Il DNA Renzini che caratterizza questo raffinato brut, del resto, è confermato e ribadito dalla stessa scelta del nome che campeggia nella sua etichetta. Si chiama infatti Donna Gislena Medici, in onore della nonna materna del Cavalier Dante: una figura femminile indelebilmente impressa nella sua memoria, oltreché nel suo affetto, perché sapeva esemplarmente unire austerità ed eleganza, autorevolezza e garbo. Prerogative, queste, che si rispecchiano mirabilmente nello spumante che le rende omaggio, portando il suo nome.

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