Vini da rilanciare: finalmente il rosato!

Questa tipologia di vino non ha mai goduto i favori del mercato, se non in versione “bollicine”. È ora di rivalutarla, nella consapevolezza che anche i “rosè” costituiscono un’eccellenza italiana

 

di Claudio Sisto 

 

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Questa tipologia di vino non ha mai goduto i favori del mercato, se non in versione "bollicine". È ora di rivalutarla, nella consapevolezza che anche i "rosè" costituiscono un'eccellenza italiana di Claudio Sisto Con difficoltà e non poca spesa da un punto di vista della promozione e della comunicazione, l'interesse nei confronti dei vini rosati cresce cominciando a dare degli spiragli di ottimismo. Ahimè, i numeri però non sono ancora importanti e la produzione di questo vino probabilmente richiede ancora altri sforzi per spiccare il volo, che tutti attendiamo. Proviamo a comprendere perché il mercato non premia questa tipologia di vino, che tecnicamente è difficile da produrre e se, fatta con l'obbiettivo di proporre l'eccellenza, richiede di considerare tante e tali variabili che molte aziende, ancora oggi, preferiscono pensare che "la spesa non vale l'impresa" La triste conclusione è sempre la stessa: produrre vino significa investire capitali, ed è arduo farlo se non si hanno opportune garanzie in termini di profitto. Quello che non si vende, insomma, non si produce. A contribuire alla cattiva fama dei vini rosati, è bene riconoscerlo, sono state le tante e certamente troppe produzioni discutibili del passato, con qualità scadenti che di certo non hanno reso una buona immagine a questi vini. Per fortuna tale tendenza è in netto declino e chi produce rosati con degna attenzione ai vitigni, ai vigneti e, soprattutto, alla tecnica produttiva, lo fa solo nell'ottica dell'altissima qualità.

 

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LA TECNICA DEL "SALASSO"

Questo tipo di vino infatti consente di riscoprire particolari attitudini di alcuni vigneti e re-interpretarne altri. Per molti i rosati semplicemente sono uno spreco di uva, nella convinzione che durante la loro produzione gran parte delle qualità contenute nelle bucce siano perse a causa di un limitato tempo di macerazione con il mosto. In effetti, si tratta di una vinificazione in bianco di uve rosse che, quindi, sono sottratte a vini potenzialmente più nobili. Andrebbe ricordato che spesso i vini rosati si producono mediante la tecnica del salasso, utilizzata per la produzione di tanti e blasonati vini rossi (si tratta di una tecnologia vinicola pugliese, per la precisione salentina, esportata in tutto il mondo). In questi casi si provvede a prelevare una piccola quantità di mosto rosato in macerazione con le bucce allo scopo di aumentare il rapporto di quantità di estratti nel prodotto finale; in altre parole, per produrre vini rossi più robusti. Se si guardano le cose da questo punto di vista, i vini rosati prodotti in tal modo non sempre risultano di qualità eccellente, anche se ricavati da uve di elevata qualità, capaci di far meravigliare i degustatori non appena esse si trasformano in densi vini rossi. Il problema è che le uve per i rosati necessitano di attenzioni specifiche ed esigenze viticole diverse da quelle dei grandi rossi; fermo restando, tra l'altro, che per alcuni vitigni il salasso dà risultati apprezzabili, mentre per altri bisogna tagliare le uve a maturazioni anticipate, con parametri diversi da quelli richiesti comunemente per i grandi rossi. In conclusione, la tecnologia per la vinificazione dei rosati richiede un rigore scientifico e una conoscenza profonda del vitigno e del rapporto terreno-clima-vitigno: solo in questo modo si potrà individuare la tecnica più efficace per estrarre fragranza, eleganza e piacevolezza da questi vini.

 

VITTIME DI UN PARADOSSO

Credo che i vini rosati siano vittime di una sorta di paradosso. Basti pensare che, con l'aggiunta delle bollicine, possibilmente mediante la spumantizzazione secondo il metodo classico, tali vini diventano subito nobili, ricercati, apprezzati e accettati. Infatti, gli spumanti prodotti con metodo classico rosè vivono ben altre e invidiate condizioni, e del resto anche i più semplici e abbordabili charmat (rifermentazioni in autoclave) sono capaci di trasmettere emozioni assolutamente uniche in un'esplosione di meravigliosi aromi e piaceri. Anche quelli sono vini rosati, e non sono per questo considerati minori nello scenario delle bollicine, come invece accade per i vini rosati fermi. Che i produttori di spumanti rosati siano più attenti al marketing? Sicuramente sì. Tuttavia è curioso notare che se negli spumanti al colore rosa è riconosciuta nobiltà ed eccellenza, nei vini Fermi lo stesso colore non gode della stessa sorte! Eppure basterebbe concentrarsi due minuti di fronte a un calice di buon rosato per capire la straordinaria versatilità e piacevolezza di questi vini. Se è vero, come è vero, che spesso nei vini bianchi è proprio la freschezza degli aromi una delle qualità più apprezzate, nei rosati a questa caratteristica (per altro più ampia per la provenienza da uve rosse) deve essere aggiunta una maggiore pienezza gustativa e rotondità al palato, che rende certamente più piacevoli e interessanti le degustazioni. Pertanto è opportuno invogliare i consumatori a considerare questo vino, a volte snob e a volte... snobbato, come la risposta più adeguata al consumo di vini di qualità, specialmente in estate per accostarli a moltissimi piatti, soprattutto di mare.

 

IL RUOLO DELLA REGIONE

La volontà della Regione Puglia di farsi capofila al Primo Concorso Nazionale di rosati d'Italia, sottolinea l'importante presa di coscienza che il rosato è un'opportunità ulteriore per scoprire l'interessante enografia nazionale. La Puglia, naturalmente vocata a tale produzione, deve essere portabandiera di importanti iniziative come questa, che hanno contribuito sicuramente, assieme alla maggiore attenzione e professionalità degli enologi italiani, ad aprire una finestra sul mondo dei rosati. Come ormai da tradizione i francesi sono partiti prima sulla valorizzazione dei vini, in questo caso dei rosè. Per fortuna la eccezionale variabilità ampelografica e la diversità di territori fanno recuperare presto il tempo perduto. Basta solo svegliarsi!

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