Fiamberti, a cavallo tra due secoli

Un patrimonio di sapienza e passione di una generazione di viticoltori radicata nelle feconde colline dell’Oltrepo

 

di Sergio Rubicomi

 

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Anche se la famiglia risiedeva dalla metà del 1500 nel Comune di Montù de Gabbi, che in seguito divenne Canneto Pavese, il primo atto certificato è del 1814 e si riferisce all’acquisto della vigna Solenga ed è a firma del capostipite Giovanni Fiamberti. Nel secondo dopoguerra fu Giuseppe (nonno dell’attuale titolare Giulio Fiamberti) a creare il primo marchio e ad ampliare sia la parte fondiaria, sia la struttura commerciale. Gli anni Settanta videro molte innovazioni: l’ampliamento delle cantine, la produzione del primo Metodo Classico e, nel 1977, della prima Bonarda rifermentata in autoclave. Il successo portò la famiglia negli anni Novanta ad acquisire sempre maggiore notorietà e riconoscimenti sulla guide più qualificate del settore. Nell’ultimo decennio del secolo scorso - fortemente voluto da Ambrogio Fiamberti - prese vita il progetto Buttafuoco Storico. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del 2000, Giulio Fiamberti inizia a dare il suo contributo allo sviluppo aziendale. “Negli ultimi 14 anni - racconta - abbiamo lavorato, come sempre, in molti campi diversi: la ristrutturazione della sede, un ampliamento dei magazzini e la riconfigurazione degli uffici. 4 - CantinaFiambertiBNIn vigna abbiamo accorpato ai nostri cru altri piccoli appezzamenti e reimpiantato, dopo 80 anni, la vigna Solenga. Datano al 2007 - ricorda ancora Giulio Fiamberti - la DOCG Oltrepò Pavese Metodo Classico e il Progetto Cruasé. Da allora sono nate nuove idee e prodotti come Bakus, Blend e il vino Kosher. Molti sforzi sono stati fatti anche nell’ambito di promozione e comunicazione. Dopo più di duecento anni di vini siamo qui per ringraziare tutti coloro che ci hanno preceduto e che hanno contribuito a creare tutto questo” La chiusa di Fiamberti racchiude una filosofia professionale e di vita: “Il vino è storia e geografia liquida e non si fa senza terreno e tradizione. Chi beve i nostri vini sappia da dove vengono”.

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