Un inebriante "tuffo" nella tradizione toscana

Situata nel cuore delle colline Toscane, vicino ad Arezzo, l’Azienda agricola Camperchi produce vini di alta qualità, sintesi del perfetto equilibrio tra la grande tradizione toscana e la tecnologia più innovativa. Il nome

Camperchi deriva da “Campi di Ercole”, in quanto proprio qui sorgeva nell’antichità un tempio dedicato all’eroe mitologico.

Ma il contesto e i richiami leggendari sono solo alcuni degli elementi che conferiscono un’energia particolare ai vini Camperchi.

L’ingrediente principale è l’amore per il territorio e la passione di quest'Azienda per il vino, che le permette di mantenere intatta la più autentica "anima" della Toscana in ogni sua bottiglia.

Com'è comunemente riconosciuto, la Toscana è la regione italiana dove la tradizione vitivinicola ha mantenuto al meglio le proprie  antiche e nobili tradizioni. Situata tra il mar Tirreno e l’Appennino settentrionale, gode di un clima tipicamente continentale che permette ai vigneti di esprimere al meglio il proprio carattere. Il Sangiovese è il vitigno autoctono più importante della regione, utilizzato per produrre alcuni dei più grandi vini espressione di questa terra. I vigneti dell’Azienda agricola Camperchi affondano le loro radici su colline rocciose tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare e sono esposti prevalentemente a Sud. Vengono curati con la massima attenzione e la loro coltivazione avviene attraverso impianti ad alta densità (6000-8000 piante per ettaro), per garantire basse rese e un’elevata qualità dei grappoli. Ogni vigneto Camperchi possiede una "personalità" spiccata, che conferisce al vitigno caratteristiche uniche. Per questo è stato scelto di dare un nome a ciascuno di essi.

La cantina è il cuore pulsante dell’Azienda agricola Camperchi, il luogo magico dove gli enologi seguono tutto il processo di trasformazione del mosto in vino.

 

Un po’ di storia

Per la collocazione dei vigneti l'Azienda ha scelto la parte più alta del monte: ovvero il luogo dove, secondo la leggenda, era stato eretto il tempio dedicato a Ercole. Un luogo, insomma, particolarmente ricco di energia. Personaggio della mitologia greca, Ercole era figlio del dio Zeus e della mortale Alcmena, incarnando pertanto le virtù di forza e vigoria, elementi che costituiscono l’essenza dei vini dell’Azienda agricola Camperchi. Nella sua cantina, la grande tradizione toscana, rappresentata da tini troncoconici in legno, si fonde perfettamente con le più moderne tecnologie produttive dei grossi tini in acciaio. Alla Camperchi  si fa davvero di tutto per rispettare le uve. Ogni grappolo viene raccolto a mano e vengono utilizzati metodi di produzione efficaci ma mai "invasivi".

 

Oltre ai vigneti

un agriturismo uniconel suo genere

Sulla sommità di una delle colline della proprietà, l'Azienda ha dato vita a un Agriturismo che è davvero il luogo perfetto per trascorrere una vacanza nel cuore della natura della Toscana.

La struttura è interamente in pietra antica, nel tipico stile rustico di questa zona, ed è divisa in tre appartamenti indipendenti su due unità. Ha ciascuno di essi è stato attribuito un nome caratteristico:  La Vigna, La Loggia, Il Fienile. Ogni appartamento è dotato di riscaldamento ed è costituito da due camere da letto, di cui una matrimoniale e l’altra provvista di due letti singoli.

Gli spazi sono composti da un ampio salone con un maestoso camino in pietra, una cucina attrezzata con tutti gli elettrodomestici necessari per poter cucinare e un ampio bagno con doccia. La zona esterna, sempre curata nei minimi dettagli, offre una vista mozzafiato sulle vallate circostanti, contornate dai vigneti e dagli ulivi dell'Azienda. Gli ampi spazi, la piscina, la terrazza e la zona barbecue in pietra danno un valore aggiunto all’esperienza unica e rilassante che questo angolo di paradiso può offrire. La reception è situata a circa 2 km dall’Agriturismo, presso la cantina, e dispone di connessione Wi-fi gratuita. A tutti gli ospiti dell’Agriturismo viene offerta una visita gratuita della cantina con degustazione dei suoi vini e degli aceti balsamici di Modena. Vengono inoltre indicati agli ospiti i migliori ristoranti della zona, in cui possano assaporare le vere prelibatezze tipiche del territorio. Inoltre viene pianificato scrupolosamente il soggiorno, per scoprire tutte le ricchezze che la meravigliosa Toscana è in grado di offrire, come un tour nelle città d’arte e nei borghi medievali, una passeggiata a cavallo, attività di trekking o di mountain bike, una giornata alle terme o al mare, e naturalmente uno sguardo alle vetrine delle migliori boutique. Infine gli ospiti vengono puntualmente informati sulle migliori sagre ed eventi dei dintorni, per indurli a conoscere l’autenticità di questa terra.

 

Merlot e Sangiovese nella terra del Chianti

La produzione dell’Azienda agricola Camperchi vanta, oltre al Sangiovese, la coltivazione di un nobile vitigno che non è tipico di questa terra, ovvero il Merlot. Si tratta di un vitigno a bacca nera, il cui nome deriva dalla particolare predilezione che ha il merlo per le sue bacche. Originario della Gironda, nel Sud-Ovest della Francia, e in particolare della zona di Bordeaux da cui nascono (in uvaggio con il Cabernet) alcuni dei più prestigiosi vini al mondo (Château Lafitte-Rothschild, Château Latour, Château Margaux). Château Petrus e Masseto sono le sue superbe "interpretazioni" di questo nobile vitigno "made in Camperchi".

Il Merlot e lo Chardonnay sono, tra i vitigni francesi cosiddetti "internazionali", quelli più coltivati in ogni parte del mondo, anche grazie alla loro elevata adattabilità. Si parla del Merlot sin dal 1700, ma la prima descrizione dettagliata appartiene al Rendre (1854).

Nella maggior parte delle zone vitivinicole del mondo, il Merlot è compagno inseparabile del Cabernet Sauvignon, vitigno con cui si integra perfettamente: il primo donando al vino il suo frutto pieno e precoce, il secondo una maggiore aristocraticità e longevità. Nel Bordolese è consuetudine, secondo le zone, aggiungere nella composizione del vino una percentuale di Cabernet franc, che, oltre a una componente fruttata, gli dona piacevoli sensazioni erbacee e vegetali.

In Italia il Merlot ha trovato condizioni ambientali ideali in Friuli, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna sin dalla fine dell'Ottocento, ma è ormai diffuso in molte altre regioni, con risultati a volte sorprendenti, anche senza l'apporto di altre uve, come per esempio in Sicilia dove si trovano interpretazioni di Merlot in purezza di grande interesse enologico (e commerciale, di conseguenza), proprio perché il Merlot, nell'adattarsi a questo clima dalla forte impronta solare, mostra un altro aspetto della sua versatile personalità, con sapori più caldi e speziati. Anche la Toscana produce diversi Merlot in purezza divenuti famosi, in quanto il suo territorio, specie il Bolgherese, si presta molto bene a questo vitigno. Ad ogni modo il Merlot (come lo Chardonnay) è coltivato in tutte le regioni italiane, perché ha alte doti di adattabilità.

Il Sangiovese, invece, è uno dei vitigni italiani più diffusi (le aree coltivate coprono l'11% della superficie viticola nazionale); viene coltivato dalla Romagna fino alla Campania ed è tradizionalmente il vitigno più diffuso in Toscana. Entra negli uvaggi di centinaia di vini, tra i quali alcuni dei più prestigiosi vini italiani: Carmignano, Rosso Piceno Superiore, Chianti e Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Montefalco rosso, Sangiovese di Romagna, Morellino di Scansano e molti altri meno conosciuti ma altrettanto pregevoli. Le origini e la provenienza del Sangiovese sono incerte: le prime informazioni sicure risalgono solo al XVI secolo, quando Giovan Vettorio Soderini, nel suo trattato "La coltivazione delle viti", ne parla dicendo che "il Sangiocheto o Sangioveto è un vitigno rimarchevole per la sua produttività regolare". Anche l'origine del nome è incerta e varie sono le teorie: alcuni sostengono che derivi da “sangiovannese” in quanto originario di San Giovanni Valdarno; altri invece lo fanno risalire a forme dialettali (da "san giovannina", uva primaticcia dato il suo precoce germogliamento a fine giugno per la festa di San Giovanni Battista) e chi sostiene che derivi da “sanguegiovese”, ossia “sangue di Giove” (in quanto proveniente dal Monte Giove nei pressi di Santarcangelo di Romagna).

 

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