Caffè Meletti

In cerca dei più bei caffè d’Italia, luoghi d’incontro, civiltà e storia, ci fermiamo sulla magnifica Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno per conoscere il “Caffè Meletti”: un locale che è una meraviglia,  recentemente riportato agli originali splendori.

 

di Arianna Gatti

 

caffe meletti

Tutte le città delle Marche hanno un colore caldo, tra il rosa e il mattone, per via dei laterizi ultilizzati per le loro architetture. E’ una cifra stlistica, un carattere che si interrompe nel più meridionale dei centri capoluogo, Ascoli Piceno. Qui è il travertine a dominare incontrastato. Il suo candore quasi abbaglia gli occhi di chi si ritrovi a passeggiare nel suo compatto centro storico. Le mura, le chiese, i ponti e soprattutto le decine di torri, vedono il trionfo di questa duttile pietra calcarea con la quale fu plasmato il cuore cittadino tra Medioevo e Rinascimento:  la Piazza del Popolo, che con l’adiacente Piazza Arringo, costituisce uno dei complessi monumentali pi. Belli del nostro Paese. E’ uno scenario meraviglioso per armonia di spazi, di volumi, di edifici civili e religiosi che si affiancano e si fronteggiano. Il Duomo che custodisce un gioiello dell’arte quattrocentesca: il più sontuoso polittico del pittore veneziano Carlo Crivelli, il superbo Palazzo Vescovile, quello Comunale con la Pinacoteca, il Palazzo dei Capitani del Popolo e la Chiesa gotica di San Francesco, i palazzetti merlati e i porticati… Qui, incastonato fra gli edifici della storia, nell’animazione vivissima dello struscio e il silenzio delle ore più raccolte, trova posto il Caffé Meletti, inaugurato nel maggio 1907. Istituzione e salotto delle idee, per anni fu sede del “Senato”, sodalizio dei notabili cittadini. Re Vittorio Emanuele venne in visita nel 1908 e nel 1910, per acquistare l’Anisetta, e lo decretò “Fornitore della Real Casa”. Mascagni avrebbe iniziato qui a scrivere l’opera “Lodoletta”. Guttuso, alla fine della Seconda Guerra, vi progettò la rivista “L’Orsa Maggiore”.Sono passati Stuparich, Sartre, Hemingway e Trilussa. Da oltre cento anni dunque, il locale appartiene al tessuto della città, come un vessillo di eleganza e di gusto. Ha visto passare mode e idee, eventi e personaggi illustri, ha ospitato turisti, gente di cultura e naturalmente la crème della città, gli habituès ascolani che, seduti nella splendida sala dalle grandi vetrate, hanno osservato il passeggio e si sono fatti guardare, come sempre succede nei caffé. 

anisettaMeletti

Purtroppo per qualche anno il Caffé Meletti è stato chiuso e sembrava impossibile che non si potesse più frequentare un luogo di tanta bellezza. Ma di recente eccolo tornato perfetto dopo un restauro rispettoso e intelligente. Dietro la sua facciata rosa antico, che lo differenzia da tutti gli edifici storici della città, sotto le sue arcate affrescate e tra i suoi fregi, le sale sono un trionfo dello stile Liberty negli arredi originali, nei legni scolpiti e intagliati, nelle sinuose poltroncine e nella stupenda scala a chiocciola.Divani di velluto, piccoli tavoli rotondi con piano in marmo, grandi specchi, alle pareti, che riflettono e moltiplicano le luci dei lampadari raffinatissimi, compongono un’atmosfera unica. Gran parte della sua fama è dovuta al carisma del suo fondatore, Silvio Meletti. Nato in una famiglia modesta, dovette abbandonare gli studi giovanissimo per iniziare a lavorare, a fianco della madre che gestiva un piccolo emporio dove vendeva un liquore fatto in casa a base di anice verde, pianta tipica del bacino mediterraneo, che specialmente nelle Marche, era lunga tradizione unire all’alcol. melettiGrazie al suo estro e alla sua intraprendenza, dopo aver passato anni a studiare volumi francesi sui distillati, Silvio mise a punto la sua ricetta perfetta e nel 1870 nacque la celebre Anisetta Meletti, un liquore che oggi si direbbe “da signore” e che invece è perfetto per correggere il caffé. Fu la sua fortuna. Nacque poi l’idea del caffé, luogo ideale dove servire il nettare profumato, per il quale furono chiamati artisti, pittori, decoratori, artigiani di primissimo ordine. Ma ancora oggi specialità del Caffé Meletti è l’Anisetta “con la mosca”, cioè servita nel bicchierino con un chicco di caffé intero. Naturalmente, a ogni ora del giorno, con apoteosi al momento dell’aperitivo, nella zona bar e in quella ristorante, non mancano le olive ripiene all’ascolana che accompagnano ogni drink.

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