Kiwi: il bello è dentro

Simbolo della Nuova Zelanda è ormai anche italiano. Siamo il secondo paese produttore al mondo. Sotto una scorza bruttina, ecco splendere la sua polpa verde dal cuore prezioso dove sono concentrate tante perline nere

 

di Maddalena Boschetto

 

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Il kiwi è un uccello singolare: non gli piace volare, ma a camminare e correre è un campione. Le sue ali e la sua coda sono ridotte perché non servono al volo, le zampe robuste, da vero corridore, il becco lungo per catturare gli insetti di cui si ciba. Originario della Nuova Zelanda, è stato scelto dai governanti di questo stato oceanico, diventato indipendente nel 1931 dal Commonwealth, come simbolo della sua identità. Il suo nome è stato dato anche a un frutto che, pur non essendo neozelandese di nascita, lo è diventato per scelta commerciale. Parliamo del kiwi appunto. Dalla Cina, dove nacque e rimase per secoli, coltivato nei giardini imperiali, arrivò all'estremo del Pacifico, nella terra dei maori, e qui avvenne qualcosa di straordinario. I coltivatori neozelandesi scommisero su quel frutto piccolo e legnoso, che non sembrava granché... e dopo innesti, selezioni e studi lo trasformarono. Kiwi Luc Viatour editNon riuscirono a farlo bellissimo esternamente perché a vederlo sembra una specie di uovo bruno e peloso, i Cinesi lo avevano soprannominato "pesca di scimmia" e i francesi "topo vegetale", e certo non può aspirare ai posti più in vista della fruttiera. Ma, tolta la buccia, ecco la farfalla che viene fuori dal bruco: la polpa del frutto è cristallina e traslucida, di uno stupendo verde smeraldino con venature bianche, al taglio, rivela il suo cuore chiaro in cui si annidano tante perline nere lucenti, che formano un disegno elegantissimo, a cerchi concentrici. Sembra che uno stilista artista abbia scelto per il kiwi una decorazione di quel jais o giaietto, che si usava per i bottoni e le decorazioni degli abiti negli anni Trenta. Al sapore il frutto è fresco, acidulo e gentile, con un che di limone ma anche di ribes. Una delizia, dunque, che fa del kiwi un immancabile protagonista delle preparazioni in cui la frutta compare tagliata, acconciata, aperta e composta a formare trionfi di freschezza e di colore. Ideale nelle macedonie e negli spiedini di frutta, il modo più comodo di mangiarlo è tagliarlo a metà e scavarlo con un cucchiaino, come un gelato, oppure affettarlo sottile con l'aggiunta di limone e zucchero se si preferisce addolcirlo un po'.

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PERGOLATI ARMONIOSI

Actinidia è il nome botanico di questa pianta. Delle specie che vengono oggi coltivate la chinensis è certamente la più diffusa. E qui bisogna dire che se la Nuova Zelanda ha puntato forte sul kiwi e lo esporta in tutto il mondo dal 1986, l'Italia è diventata presto il secondo paese produttore. Ormai perciò è entrato a far parte della nostra fruttiera. Seguono la California, il Giappone, la Francia. Poiché in Nuova Zelanda matura da maggio in poi e da noi a partire da ottobre, può essere gustato tutto l'anno: nei mesi estivi troviamo in commercio quelli che vengono dall'emisfero australe, mentre dall'autunno abbiamo a disposizione i nostri. Nel paesaggio agricolo di varie regioni soprattutto del Centro Nord abbiamo imparato a riconoscere presto i fusti sinuosi, l'ordinata vigoria dell'actinidia che raggiunge anche i 10 metri: con le grandi foglie cuoriformi si allunga a vista d'occhio, sostenuta da pergolati o appoggiata a sostegni che formano filari simmetrici, bellissimi a vedersi, dai quali pendono i frutti. In effetti è una pianta di grande valore decorativo, che dà una densa e gradevole ombra e anche per questo si può metterne un pergolato sul terrazzo o in giardino con risultati piacevolssimi. Non sarà difficile averla sana e produttiva. Vuole solo clima temperato e annaffiature abbondanti. Essendo dioica, ha bisogno che nell’impianto siano presenti piante maschili e femminili, nel rapporto di 7/8 femmine per ogni maschio. (Ma in guardino basteranno 3/4 femmine). La pianta maschio fiorirà al secondo anno, ma non bisogna disperare perché entrambe fioriranno al terzo e i fiori femminili saranno prontissimi a farsi impollinare e a dare frutti, uno per ogni fiore. I fiori sono bianchi con gli stami dorati, profumati di miele, si mutano in frutti verso agosto e poi fino a ottobre inoltrato. Così sono disponibili fino alla fine dell’inverno, anzi fino ad aprile.

 

ZSG-105L-15cm low- -Zespri-SunGold-small1ZESPRI GOLD: A POLPA DORATA

Esiste anche una variante del kiwi a polpa verde: è il Zespri Gold, con buccia color marrone chiaro e polpa giallo dorata.. La forma è leggermente più appuntita, simile a un fico, e il sapore ha un lieve gusto tropicale che ricorda il mango con una punta di miele. Dolce e succoso, anche un kiwi ancora poco commercializzato, a polpa che vira sul rosso. Gli esperti consigliano di gustare queste varietà ben fredde, appena uscite dal frigorifero. Una leggenda cinese dice che i frutti del kiwi erano riservati alle coppie di sangue reale che li gustavano nei giardini imperiali come cibo d'amore, assicurando così la discendenza: per questo sono simbolo di fertilità. Noi li apprezziamo soprattutto per il loro aureo contenuto salutare e vitaminico: un kiwi ha più del doppio di vitamina C di un limone.

 

Ecco le nostre golose proposte con cui utilizzare il kiwi in cucina: http://www.piaceriditaliamagazine.it/ricette/214-ricette-con-il-kiwi 

 

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