L'agrume più sconosciuto ma più ricco di aroma

Non è considerato un frutto “da mangiare”, per via del suo sapore aspro e deciso. Ma quanto a qualità aromatiche non teme concorrenza ed ha anche effetti particolarmente ragguardevoli sotto l'aspetto salutistico

Il Natale è sempre il momento più magico ed emozionante dell’anno, atteso da tutti, specie dai più piccoli

Il bergamotto, ovvero il più misconosciuto degli agrumi (ma chi l'ha mai assaggiato, fra i “comuni mortali”?), è stato finalmente riscoperto e  interpretato, in versione alimentare, dal celebre chef DavideDO dAVIE oLDANICREDIT SEBASTIANO ROSSI 6 Oldani (nella foto). La sua innovativa ricetta si basa su due frutti di bergamotto e foglie di alloro ed è stata presentata in anteprima dallo chef stellato nell'ambito delle raffinate proposte di “Citrus – L’orto italiano”, nei punti vendita della Grande Distribuzione. Tale proposta punta a essere una riscoperta e una rivisitazione dell’antico e raro frutto calabrese. L’elegante confezione racconta all'interno le origini e le proprietà benefiche del bergamotto e riporta una ricetta di Davide Oldani per realizzare un infuso che mantenga intatti gli oli essenziali e le sostanze organolettiche di questo prezioso frutto.

Davide Oldani è da tempo impegnato a sostenere la ricerca scientifica di Fondazione Umberto Veronesi, come pure Citrus (ne parliamo nel box di pag.107) che destina parte dei proventi per finanziare la ricerca scientifica della Fondazione Umberto Veronesi, e quindi il lavoro di medici e ricercatori di altissimo profilo che hanno deciso di dedicare la propria vita allo studio e alla cura di numerose patologie.

 

“Questa nuova proposta è diretta a tutti coloro che non conoscono il bergamotto e desiderano essere accompagnati in questa esperienza gustativa con una proposta d’uso”, ha spiegato Marianna Palella, Ceo di Citrus, “e piacerà ai tanti che scelgono di dedicare del tempo per sé stessi e il proprio benessere fisico”.

Ma cos'è il bergamotto, certamente il più sconosciuto degli agrumi e certamente il meno utilizzato in ambit

o alimentare? Cominciamo con il dire che è un agrume del genere Citrus il cui nome deriva dal turco beg armudi (“pero del signore”). Non si conosce la sua esatta genesi: il colore giallo indicherebbe una derivazione per mutazione genetica a partire da preesistenti specie agrumarie, quali limome, arancia e limetta. La sua stessa collocazione sistematica ha generato molte controversie tra i botanici: alcuni lo classificano come specie a sé stante (Risso e Poiteau), mentre altri lo indicano come sottospecie dell'arancio amaro (Swingle). Alcune leggende fanno derivare il bergamotto dalle Isole Canarie, dalle quali sarebbe stato importato ad opera di Cristoforo Colombo; altre fonti propendono per la Cina, per la Grecia o addirittura per la Spagna, da cui sarebbe pervenuto nella nostra Calabria, che ne rappresenta attualmente l'autentica “culla”. 

Certo è che la prima piantagione intensiva di alberi di bergamotto (bergamotteto) fu opera, nel 1750, del proprietario Nicola Parisi lungo la costa reggina, nel fondo di Rada dei Giunchi. Originariamente l'essenza veniva estratta dalla scorza per pressione manuale e fatta assorbire da spugne naturali (procedimento detto "a spugna"), collocate in recipienti appositi (detti concoline). Risale al 1844 la prima vera industrializzazione del processo di estrazione dell'olio essenziale dalla sua buccia.

Frutto di un albero alto tra i tre e i quattro metri, ha fiori bianchi e le sue foglie sono lucide e coriacee, come quelle dell'arancio, e non cadono mai nemmeno in inverno. Il frutto è grande poco più di un' arancia e poco meno di un pompelmo, ha un colore giallo intenso (più del pompelmo e meno del limone) e presenta esternamente una buccia liscia e sottile.

La superficie oggi coltivata a bergamotto è di circa 1.500 ettari, con una produzione media di 100.000 kg di

bergamotto femminello

essenza, e occorre dire che per ottenere un kg di essenza occorrono 200 kg di frutti. La produzione di bergamotto è concentrata essenzialmente nella provincia di Reggio Calabria (80% della produzione mondiale) e gli addetti del settore sono stimati in circa 4.000 unità.

Le piante coltivate si ricavano tramite innesto di tre rami di bergamotto su un porta-innesto di arancio amaro di un anno. Rimane in vaso per un anno e viene interrato a due anni. L'innesto e il trapianto nell'anno successivo avvengono preferibilmente a febbraio o a settembre. Il bergamotto ha una vita produttiva di 25 anni: comincia la sua produzione da tre anni, arriva al massimo della produttività a 8 anni e può arrivare fino a un quintale per pianta se potato (vengono tagliate le cime in modo che il frutto cresca in basso, al riparo dal forte sole estivo e dal forte vento).

La produttività è fortemente influenzata dalle temperature e dalle piogge: è infatti un albero che non sopporta gli sbalzi in basso della temperatura e l'eccessiva o scarsa piovosità, mentre ben sopporta il caldo.

La sua zona di produzione, come s'è anticipato, è prevalentemente limitata alla zona ionica costiera nella provincia di Reggio Calabria a tal punto da esserne divenuta un simbolo dell'intera zona e della stessa città capoluogo. L'area coltivata a bergamotto è costituita dalla fascia costiera Calabra, molto pianeggiante e riparata dal forte vento dello stretto di Messina, grazie alle colline circostanti, per un'estensione di circa 150 chilometri e situata a circa due chilometri di distanza dal mare.

Molto nota è l'area di coltivazione della zona di Melito di Porto Salvo (RC) e in particolare le frazioni di Prunella e Caredia (Lacco), le quali ogni anno, nel periodo tra novembre e gennaio, contribuiscono con le proprie piantagioni al maggior raccolto del frutto di questo prezioso frutto.

Che aggiungere, ancora, delle proprietà del bergamotto? Che trova, soprattutto per quanto concerne il suo olio essenziale, che viene da sempre utilizzato con successo non solo in profumeria, ma anche in erboristeria. Gli vengno riconosciute, in particolare, attribuite proprietà cicatrizzanti, antimicrobiche e antiflogistiche. Per questa ragione, l'olio essenziale di bergamotto viene spesso impiegato in forma molto diluita per trattare disturbi cutanei come foruncoli e punti neri. Su questo misconosciuto agrume sono anche stati condotti diversi studi per indagarne le potenziali capacità di ridurre i livelli di colesterolo troppo elevati. Infatti, pare proprio che sia in grado di diminuire in maniera significativa i livelli ematici di lipidi (in particolar modo, trigliceridi e colesterolo LDL), riducendo così anche il rischio d'insorgenza di eventi cardiovascolari.

Frutta