Uno scrigno di tesori: le olive abruzzesi, campane e pugliesi

I SIGILLI DI CAMPAGNA AMICA - LA BIODIVERSITÀ CONTADINA

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Territori brulli e poco fertili, sono resi diversificati dalla presenza di questo albero meraviglioso, di grande importanza storica e culturale. Ecco alcune produzioni simbolo della biodiversità contadina

L’oliva, è un frutto molto diffuso nel nostro paese e quasi tutte le regioni possiedono uliveti. Questo particolare ecosistema rappresenta di per sé un patrimonio da proteggere; a prescindere dalla varietà infatti, per moltissime specie di animali e piante selvatiche l’olivo diviene luogo di rifugio e sopravvivenza. Territori brulli e poco fertili, sono resi diversificati dalla presenza di questo albero meraviglioso, storicamente e culturalmente.

Oggi, vi raccontiamo alcune varietà molto particolari di oliva che fanno parte dei nostri Sigilli. Tra queste troviamo l’oliva Intosso in Abruzzo. La coltivazione delle olive “Intosso” è diffusa nella province di Chieti e di Pescara, nelle aree interne e nella zona ai piedi della Maiella su suolo calcareo. Il nome di questa varietà di oliva deriva dal fatto che, per poter essere mangiate, dovevano essere “curate”, ovvero addolcite nel ranno (acqua bollente e cenere) e poi nell’acqua pura. Questa varietà viene utilizzata prevalentemente come oliva da tavola, utilizzabile sia come aperitivo, sia come condimento. Questa particolare oliva, viene prodotta dall’Azienda Agrituristica Scorrano Giuseppe (Pianella).

In Campania, l’oliva Caiazzana è una cultivar che beneficia di tutti i vantaggi del meraviglioso microclima che si registra a Caiazzo. Matura precocemente, tanto che già a inizio ottobre può essere raccolta. A maturazione completata la drupa è di color rosso vinoso, colorazione che interessa anche la polpa fino al nocciolo. Utilizzata sia per l’olio che per oliva da tavola è sicuramente apprezzata anche appassita. Viene prodotta dall’Azienda Agrituristica Le Campestre (Castel di Sasso).

Spostandoci in Puglia, troviamo l’oliva Cellina di Nardò, la varietà Mele e la Termite di Bitetto. Il colore nero come l’inchiostro è senza dubbio la sua caratteristica emblematica. Coltivata e utilizzata fin dall’antichità, l’oliva Cellina fu valorizzata per la prima volta dai latini, i quali ne esportarono l’olio in Oriente, e consacrata definitivamente dai Saraceni, che ne diffusero ulteriormente l’uso. Viene coltivata in Salento da produttori appassionati che troviamo nell’Azienda Agricola La Valle nel Parco di Cifarelli Pietro (Altamura), nell’Azienda Agricola Conte Marisa (San Donato di Lecce), nella Masseria Fatalò di Giuseppe De Pascalis (Lizzanello). La potete trovare nel Mercato di Campagna Amica di Bari, di Giovinazzo, Modugno e di Lecce.

Le olive della varietà “mele” caratteristiche del territorio barese sono polpose e dolci. Soffritte in padella, un tempo erano anche accompagnate dal mosto cotto. L’albero da cui derivano è mediamente vigoroso, con portamento piuttosto espanso e chioma non molto folta. Questa oliva non viene utilizzata per produrre olio data la sua bassa resa. Tra i frutti da mensa di origine pugliese si annovera l’oliva dolce “Termite di Bitetto”. Il sapore, la fragranza, la polpa consistente, la forma tondeggiante, il colore preminentemente verde sono tra le caratteristiche principali che ne fanno un prodotto ricercato e di assoluto valore. Si coltiva prevalentemente nei Comuni limitrofi di Bitetto. Queste due ultime varietà (Mele e Termite di Bitetto) sono coltivate dalla Tenuta Chianchizza (Monopoli) e vendute nel Mercato di Campagna Amica di Bari.

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